Anticontraffazione: sostienila grazie alla nuova tecnologia

Nel 2013 è stato presentato una proposta di legge che certifica la veridicità dei prodotti made in Italy. Questa legge sostiene le piccole e medie imprese prevedendo dei contributi alle imprese, come l’introduzione di sistemi che utilizzano codici non replicabili, basati su QR-code; i consumatori invece potranno verificare l’autenticità dei prodotti attraverso tablet o smartphone. Per combattere l’anticontraffazione sono previste delle sanzioni alle aziende che vendono prodotti contraffatti.

Per combattere questo fenomeno sono state inventate le etichette anticontraffazione che sono molto importanti oggi nel mondo di internet e rappresentano la qualità del prodotto, proteggendo il fabbricante.

Le nuove tecnologie aiutano i produttori a combattere in un mercato pieno di contraffattori. Un esempio di queste è l’RFID, che prevede antenna e microchip, attraverso un TAG è possibile memorizzare e aggiornare nel tempo informazioni necessarie per assicurare il controllo della qualità del prodotto e tracciare i movimenti del prodotto al punto vendita.

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ETICHETTE: METODO SICURO PER GARANTIRE L’ANTICONTRAFFAZIONE

Per combattere questo fenomeno sono stati creati vari tipi di etichette anticontraffazione.

Quelle più utilizzate hanno la caratteristica di spezzarsi nel caso in cui si tenti di rimuoverle, rendendo impossibile l’impiego o il posizionamento su una nuova bottiglia. Questo accade grazie all’utilizzo di un materiale molto delicato e un alta aderenza sulla bottiglia.

Talvolta per evitare la contraffazione si usano anche materiali olografici, si tratta cioè di un dispositivo ottico che è capace di cambiare l’immagine al cambiare dell’illuminazione e non è riproducibile.

Esistono molti altri tipi di etichette anticontraffazione, di seguito ne riportiamo alcuni.

Una molto utilizzata è quella creata in materiale VOID, cioè caratterizzata da due strati, se tenti di rimuoverla si staccherà solamente lo strato superiore lasciando attaccata solamente la parte sottostante.

Esiste anche l’etichetta con Q.R.code variabile, ciò fa sì che il prodotto possa essere geolocalizzato nel momento della sua produzione e assicura l’anticontraffazione, oppure con il barcode, ossia una numerazione leggibile con uno scanner, resistente a molti fattori.

È stata inventata anche un’etichetta fatta con un inchiostro speciale, termocromico, reversibile o non, visibile a luci infrarosse.

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Anticontraffazione nella moda

La contraffazione nella moda è un problema sempre più importante che sta prendendo piede in Italia negli ultimi anni; è per questo che si sono sviluppate aziende leader nel settore dell’anticontraffazione che, grazie alle loro innovazioni tecnologiche, sono riuscite a frenare l’inarrestabile avanzata del “falso”. Si stima che il bilancio del mercato illegale sia pari al 39% del bilancio totale della moda e, considerando che la percentuale è stata fortemente abbassata dalle aziende di anticontraffazione negli ultimi anni, è un dato allarmante.

L’anticontraffazione è la soluzione?

Con il passare del tempo anche i falsi si sono evoluti arrivando a un punto quasi catastrofico per le aziende di moda che dovevano fronteggiare questa minaccia; è per questo che anche le aziende di anticontraffazione si sono rinnovate sempre di più brevettando metodi sempre più complicati per assicurare l’autenticità dei prodotti, dai semplici ologrammi nelle etichette ai più complessi Anticontraffazionesistemi di tracciamento e identificazione digitale che hanno permesso alle aziende di anticontraffazione di assicurare una protezione ferrea ai prodotti venduti dai maggiori brand italiani.

Le aziende anticontraffazione si oppongono ai falsi

Una tra le più importanti aziende di anticontraffazione italiane è la Solos che si occupa di salvaguardare il made in Italy sia ambito della moda, dei complementi di arredo e dei pezzi di ricambio. Oltre ai danni economici il vestiario contraffatto non viene sottoposto a revisioni o a test sulla sicurezza e questo comporta l’utilizzo di materiali non adatti che potrebbero provocare problemi alla pelle o persino avere problemi di autocombustione data la natura sconosciuta delle fibre usate. Ecco quindi perché le aziende di anticontraffazione devono essere sempre più supportate dallo stato, non solo per un ritorno economico, ma anche per il bene del consumatore “ignaro” di avere tra le mani un prodotto a rischio.

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