Investimenti in borsa ed operatività nei mercati

Al giorno d’oggi l’espressione mercati finanziari è quanto mai comune e d’utilizzo quasi quotidiano. È per offrire al lettore una panoramica su quello che ciò significa e su tutti i fattori che influenzano e sono influenzati dai vari mercati che abbiamo deciso di redigere questo articolo.

Il termine mercato, usato in ambito economico-finanziario, indica semplicemente un luogo di incontro dove venditori e compratori possono scambiarsi un determinato bene. Ovviamente il termine arriva dal nostro passato, dove indicava tipicamente una piazza dove veniva venduto il cibo (o ancora più nel dettaglio solo il pesce o la carne) oppure abbigliamento, etc. e dove, ovviamente, tutti i potenziali acquirenti potevano accedere gratuitamente.

Ai tempi come ora quindi, l’obiettivo di un mercato è semplicemente quello di facilitare l’incontro tra la domanda e l’offerta di un determinato bene.

Come deducibile dalla descrizione appena fornita, la prima accezione data al termine “mercato” era di tipo fisica (indicava appunto un luogo). Al giorno d’oggi, questo primo significato è in parte perso. Infatti, la maggior parte dei mercati (qui si intende per dimensioni, quindi volumi, non numericamente) non si trovano più nelle piazze delle città, bensì online.

È stata l’invenzione di strumenti finanziari (semplici come le azioni e le obbligazioni o più complessi come i derivati o i derivati di derivati) che ha portato alla necessità di creare luoghi di scambio per questi beni. Ad esempio in Italia, la Borsa Italiana S.p.A. gestisce tra i tanti l’MTA (Mercato Telematico Azionario) dove le varie tipologie di azioni (Blue Chip, Star e Standard) sono quotate.

Un mercato azionario quindi (ma potrebbe essere il mercato valutario come il Forex od anche un mercato delle commodities come il CME Chicago Mercantile Exchange) è un luogo virtuale dove differenti soggetti si incontrato per effettuare operazioni di compravendita. Questi soggetti possono essere investitori privati, istituzioni pubbliche, speculatori e via discorrendo e la loro percentuale rispetto al totale di operatori varia ovviamente in base al tipo di mercato.

Anche le finalità sono differenti: grandi banche possono comprare o vendere valute nel Forex per incrementare/ridurre le loro riserve in valuta estera, una multinazionale può investire nel Forex come in un mercato dei derivati per fini di copertura di posizioni aperte (cioè investimenti effettuati) in valuta estera, un privato cittadino può investire in qualsiasi mercato solo per fini speculativi…

Esistono poi anche i cosiddetti OTC, cioè mercati Over The Counter, dove quindi non esiste un ente regolatore che supervisiona e garantisce la realizzazione delle transazioni e la chiusura dei mercati (ad esempio l’MTA è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 17:00, mentre il Forex, un mercato OTC, negozia 24 ore su 24).

Per l’investimento in questi mercati esistono numerosissime tecniche che possono variare da mercato a mercato. In generale le più seguite sono l’Analisi Tecnica e l’Analisi Fondamentale. Ma anche investimenti basati sulle notizie (le più importanti delle quali possono avere effetti significativi su numerose variabili economiche) possono risultare particolarmente profittevoli per praticamente tutti i mercati.

È anche per questo che consigliamo di rimanere sempre aggiornati su ciò che ci circonda, sfruttando tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione. Ad esempio, la lettura di siti gratuiti di informazione economico-finanziaria ci permette di rimanere sempre al passo coi tempi rispetto a quelle che sono le novità in ambito di finanza e mercati. Ed è proprio questo costante aggiornamento che potrebbe aiutarci verso la scelta dell’investimento più giusto per incrementare la nostra profittabilità.