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CAPRESE REMIX

Le giornate si stanno allungando e il profumo del vento d’estate si fa sempre più sentire. Ho appena finito di fare il cambio di stagione perché a breve inizierà il periodo degli shorts con magliette a righe e di vestitini bianchi svolazzanti. I colori si fanno più accesi, più brillanti e di conseguenza l’umore migliora, perché sappiamo che la cromoterapia ha i suoi effetti: tutti questi colori belli, vivaci aiutano il nostro corpo stimolandolo e soprattutto la nostra psiche a ritrovare il naturale equilibrio. Voglia di passare le serate mangiando sul terrazzo chiacchierando con gli amici, di bere vino bianco fresco davanti al mare, di sole che schiocca sulla pelle e di infilare i piedi nella sabbia calda. Ma anche voglia di granite e gelati artigianali, di frullati di frutta pieni di vitamine e di creare ricette fresche servite rigorosamente su piatti coloratissimi.

E allora vada per la caprese, che fa subito estate, un evergreen che sicuramente non passerà mai di moda. Si possono creare tante versioni, ma la mia preferita è sicuramente questa qua: la caprese remix! Un antipasto o secondo piatto sfizioso dai sapori tipici della tradizione mediterranea, dagli ingredienti semplici e freschi capaci di conquistare chiunque! Un’idea simpatica per proporre un grande classico della cucina italiana rivisitato. Gli ingredienti rimangono sempre loro: mozzarella, meglio se di bufala, pomodori maturi e basilico fresco di un verde brillante. In questa mia versione, però, gli ingredienti non sono serviti tutti a crudo, infatti il pomodoro, re indiscusso dell’estate, si trova spesso nelle insalate, ma nulla vieta di utilizzarlo anche cotto, creando delle invitanti frittelle o polpette. Caratterizzate dall’ esterno croccante e dalla morbidezza interna, servite tiepide e appoggiate su una fetta di un’ottima mozzarella di bufala. E per terminare in bellezza, per completare questi contrasti di sapori c’è un fresco pesto di basilico che dà una nota profumata rendendo il piatto più corposo.

Ecco gli ingredienti e la ricetta facilissima:

Tempo di preparazione: 20 minuti

Tempo di cottura: 10 minuti

Resa: 12 pezzi

Ingredienti:

800 g Pomodorini – 1 Cipolla – 100 g Pecorino Romano – 2 Mozzarelle di Bufale – Olio evo – Olio di semi d’Arachide per friggere – 2 Patate – Pangrattato (di mais per la versione senza glutine)

Per il pesto di basilico: – 50 g Basilico – 2 spicchi Aglio – 100 ml Olio evo – 70 g Parmigiano Reggiano – 30 g Pecorino Romano – Sale – 15 g Pinoli

Istruzioni:

  1. Tagliare la cipolla finemente e poi lasciare in ammollo nell’aceto di mele o balsamico per togliere il sapore forte; sbucciare le patate e cuocerle in acqua per circa 30 minuti dopo il bollore; tagliare i pomodori a cubetti e lasciare riposare per circa 20 minuti.
  2. Incorporare ai pomodori la cipolla sciacquata sotto l’acqua, il pecorino grattugiato e le patate schiacciate; lavorare il composto con le mani formando delle palline.
  3. Passare le palline nel pangrattato (di mais se le volete fare senza glutine), schiacciarle leggermente per dare la forma della frittella e lasciare riposare per 20 minuti circa.
  4. Scaldare abbondante olio di semi d’arachide e quando è bollente cuocere le frittelle, asciugarle con carta da cucina assorbente e salarle.
  5. Per il pesto di basilico: pestare l’aglio sbucciato e privato del germe interno, aggiungere le foglie di basilico lavate, il pecorino, i pinoli e il parmigiano grattugiati, frullare il tutto aggiungendo l’olio. Regolare di sale.
  6. Comporre il piatto: alla base una fetta di mozzarella di bufala, sopra la frittella di pomodoro e infine qualche cucchiaio di pesto e qualche foglia fresca di basilico.

 

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Francesca Colognori: La Cucina diviene Arte

Brillano gioconde le piroette di fuoco sopra una normale pentola a pressione…

Mi trovo ad avere l’occasione di mangiare insieme a Francesca Colognori…

Il cibo è un po’ particolare devo dire, e la cosa mi emoziona, al pensiero che questa sera mangerò delle erbe amare cucinate in maniera particolare. Tra me e me mi chiedo cosa potrà mai uscire da una cucina così estranea ai miei gusti tradizionali e alle basi che conosco, per parlare in gergo tecnico… Ma questa donna mi stupisce…

Mi viene detto che è una cucina tipica fatta dai monaci dell’Europa Orientale nei tempi che loro chiamano “quaresimali”, ovvero immediatamente precedenti la Pasqua; ma mi domando se “l’amaro” possa veramente rappresentare un gusto accessibile al palato, o sia invece qualcosa, per così dire, da “mascherare” tra altri sapori di spezie usati in modi vari.

Ma devo dire che anche questa volta rimango, per così dire, “sconfitto” dall’evidenza dei fatti.

Mi trovo a tavola con quattro amici, e guardo attentamente tra i loro occhi le espressioni dei loro volti ai primi bocconi… E non sono così poco esperto da non saper discernere se uno sta mascherando per educazione, o se veramente sta gustando.

Francesca Colognori ha colpito ancora

Non c’è niente da aggiungere: Francesca Colognori ha colpito ancora, per così dire… Tutti stanno mangiando con molto appetito, quasi esterrefatti dal sapere cosa stanno gustando…

Quale il segreto? Non resta che venire e vedere, per gustare e capire.

Mi convinco sempre di più che queste cucine di Francesca Colognori non siano che una delle opere che noi critici chiamiamo “arte della cucina”; e si può usare il nome di “arte” solo quando, da un rozzo tocco di marmo, si sa trarre una levigata ed ammirata statua.

Non c’è altro da aggiungere… Fuori dal “classico” c’è solo l’arte…

E quest’arte ha un nome… Francesca Colognori.

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